Alle 21:13 di un tranquillo venerdì sera, Mara Ellis prese una decisione che meditava da mesi.
Seduta nella piccola cucina del suo appartamento di Chicago, con il computer aperto davanti a sé e una tazza di tè ormai fredda accanto, rilesse per l’ultima volta la lettera che aveva scritto e riscritto più volte.
Dopo quattro anni trascorsi al Centennial Museum of Natural History, aveva deciso che era arrivato il momento di cambiare percorso professionale.
Non era una decisione impulsiva.
Per anni aveva lavorato con passione all’organizzazione di mostre educative, programmi per famiglie e progetti culturali che avevano ricevuto ottimi riscontri dal pubblico. Tuttavia, sentiva che il suo contributo non veniva pienamente riconosciuto e che le opportunità di crescita professionale erano sempre più limitate.
Con un respiro profondo, premette il pulsante “Invia”.
Per qualche secondo provò un senso di sollievo.
Poi il suo sguardo cadde sul destinatario.
Il cuore le mancò un battito.
La lettera non era stata inviata al suo diretto supervisore.
Era stata inviata a Edward Hale.
Edward Hale non era soltanto uno dei principali benefattori dell’istituzione. Era il fondatore della fondazione che sosteneva l’intera rete museale e una delle figure più influenti nel settore culturale del paese.
Mara fissò lo schermo incredula.
Tra migliaia di contatti presenti nella sua rubrica aziendale, aveva selezionato proprio quello sbagliato.
Mentre cercava di capire come rimediare all’errore, il telefono iniziò a squillare.
Sul display apparve un nome che la lasciò senza parole.
Edward Hale.
Per un istante pensò di non rispondere.
Ma sapeva che ignorare quella chiamata avrebbe soltanto peggiorato la situazione.
Con le mani tremanti accettò la chiamata.
Dall’altra parte della linea, la voce era calma e professionale.
«Buonasera, signora Ellis.»
Mara si scusò immediatamente per l’errore, convinta che la conversazione sarebbe terminata in pochi secondi.
Invece accadde qualcosa di inatteso.
Edward Hale non sembrava interessato all’errore.
Sembrava interessato alle ragioni che avevano spinto una collaboratrice stimata a lasciare il museo.
Quella conversazione, iniziata per caso in un venerdì sera qualunque, avrebbe aperto una porta che Mara non aveva mai immaginato di poter attraversare.
E avrebbe cambiato il corso della sua carriera in modi che nessuno dei due poteva ancora prevedere.